Io alla fine ho scelto Economia e Management dell’Innovazione e, onestamente, ne sono super convinto. L’ho fatto perché non volevo studiare solo roba teorica o bilanci polverosi; volevo capire come le nuove tecnologie e la sostenibilità stiano cambiando il modo di fare impresa. Mi affascina l’idea di imparare come una startup possa nascere dal nulla e avere un impatto vero sulla società, affrontando sfide giganti come la transizione ecologica o il digitale che corre velocissimo.
Per quanto riguarda il dopo, gli sbocchi sono fighi perché il mercato del lavoro sta cambiando un sacco e cerca figure nuove. Puoi finire a fare l’Innovation Manager, che in pratica aiuta le aziende a non restare indietro, oppure il consulente per la sostenibilità. Se poi hai un’idea tua, ti dà tutte le basi per lanciare la tua attività senza andare alla cieca. In pratica, punti a ruoli dove devi usare la testa e la strategia, non a lavori ripetitivi che tra dieci anni magari farà un software.
Se ci stai facendo un pensierino, tieni conto che non servono solo i voti alti in matematica. Certo, un po’ di logica aiuta, ma quello che conta davvero è la curiosità e il problem solving. Devi avere voglia di capire come gira il mondo tech e, soprattutto, saper lavorare con gli altri. Serve un briciolo di intelligenza emotiva e tanta flessibilità, perché i programmi cambiano quasi alla velocità dei post sui social. Se sei uno che non si spaventa davanti alle novità, potrebbe essere il percorso giusto anche per te.


